Catello Tesino 2017

paolo coltro

C’è una fotografia di Aldo Pallaro che abbraccia un faggio secolare, come fosse una persona, la guancia appoggiata alla corteccia, un emblematico gesto d'amore. E' il sentimento assoluto che lo lega agli alberi, esseri viventi riconosciuti di pari dignità, e alla loro materia, il legno senza il quale l'uomo non sarebbe stato homo faber.
Il balzo concettuale di Pallaro è stato quello di andare oltre la necessità e l'utilità, oltre l'arte usuale (il crocefisso, le madonne, gli intagli dei cori) e di rendere il legno protagonista di sé medesimo, non solo materia da usare. Lo scultore ha iniziato il suo lungo viaggio tra tronchi, venature, anelli dell'età nel 1993 e continua oggi scoprendo nuovi paesaggi, frontiere, disvelando segreti, portando alla luce l'evoluzione che gli alberi da soli non possono avere. La forma nascosta del legno coincide in ogni opera con quella del pensiero, in uno stupore che lega materia, immaginazione, visione. Semplicemente, ciò che lo scultore ricava e inventa non sembra possibile, e invece è lì davanti agli occhi, davanti alle mani che possono toccare un tronco diventato essenza di idea. Con Pallaro, il legno è infinito: diventa cattedrale gotica, spirale, farfalla, foresta, conchiglia, fiore, geometria, intrigo intellettuale, perfino sesso. Ma restando legno, senza prendere altre sembianze. La tecnica sopraffina, una ricerca certosina che vola molto più in alto dell'arte applicata, fanno entrare in gioco la luce e lo spazio. Le ombre disegnano interiorità cangianti nel corpo stesso della scultura – e l'ombra non è mai entrata nei tronchi in natura – per una vita diversa da quella immobile dei boschi. Il rispetto dello scultore segue le venature, le isola, le fa vivere fino ad articolarsi in movimento: è il miracolo di Pallaro, dare al legno il movimento, un dinamismo che la natura non ha previsto a questo livello. L'arte di Pallaro è natura indagata, senso della creazione primordiale, voglia di osmosi fisica con la materia, inno ad un'essenza superiore.
Le sue sculture sono il talamo in cui legno e uomo mischiamo il loro essere.